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Archive for the ‘cultura di destra’ Category

La Casta dei Radical Chic (di sinistra).

In cultura, cultura di destra, libri, politica on novembre 21, 2011 at 11:16 am

 

Divertentissimo  e taglientissimo libro di Massimiliano Parente, scrittore “non di sinistra” politicamente scorretto, che prende in giro i radical chic di sinistra, i loro idoli, le loro trasmissioni televisive. Imperdibile il capitolo su Michele Santoro e Marco Travaglio.

Un libro pronto a smascherare la mediocrità che si nasconde dietro a tanti scrittori, conduttori e giornalisti che si fingono intellettuali.

Uno spietato manuale di sopravvivenza per difendersi dalla mediocrità culturale della sinistra, quella dei romanzi che invadono le librerie e le recensioni, quella che impoverisce il cinema, le recensioni, la musica, la televisione.

Da non perdere.

La Gogna, ovvero come i processi mediatici e di piazza hanno ucciso il garantismo in Italia.

In cultura, cultura di destra, libri, politica on luglio 20, 2011 at 1:24 pm

Un libro che è un circostanziato atto d’accusa contro il circuito infernale che da troppi anni lega parte della magistratura e pezzi dell’informazione.

Calogero Mannino, il ministro «mafioso», e il suo calvario durato 18 anni.

Guido Bertolaso, condannato sui giornali ancora prima che il processo avesse inizio.

Silvio Scaglia, l’imprenditore sbattuto in cella e distrutto per una maxi-frode fiscale da 2 miliardi di euro che, di fatto, non esiste.

Giuseppe Rotelli, il «re delle cliniche private» accusato per quattro anni di un’odiosa truffa sanitari…a, ma poi assolto in totale silenzio.

Ottaviano Del Turco, il governatore abruzzese azzoppato per una tangente di cui ancora non c’è traccia.

Antonio Saladino e le folli follie dell’inchiesta Why Not dell’ex pm Luigi De Magistris.

Racconta le loro vicende «La Gogna» (Boroli editore, 160 pagine, 14 euro), il libro scritto da Maurizio Tortorella, che uscirà il 14 luglio.

Sette recenti casi giudiziari, sette storie esemplari che raccontano i perché della morte del garantismo in Italia. In realtà, è dai tempi di Mani pulite, quando parte dei tribunali e delle redazioni cominciarono a piegarsi alla strumentalizzazione politica, che la gogna non ha mai smesso di funzionare: da allora, reclama sempre nuove vittime.

E anche con la pubblicazione di migliaia d’intercettazioni la cronaca giudiziaria, che dovrebbe esercitare anche un qualche controllo sull’attività inquisitoria, si è trasformata in strumento, se non in megafono, delle procure.

Attacco a Ratzinger.

In cultura, cultura di destra, libri, politica on dicembre 19, 2010 at 4:37 pm

 Solo a scorrere le prime pagine dei giornali e le rassegne stampa internazionali ci si accorge di come sia in atto, fin dagli inizi del pontificato di papa Ratzinger, un attacco alla Chiesa, al papato e, in particolare, alla figura dell’attuale Pontefice. Un attacco dimostrato dal pregiudizio negativo, pronto a scattare su qualsiasi cosa il Papa dica o faccia, pronto a enfatizzare e creare «casi internazionali»: le polemiche suscitate dal discorso di Ratisbona; il caso clamoroso delle dimissioni dell’arcivescovo di Varsavia Wielgus, che aveva collaborato con i servizi segreti comunisti; le critiche mosse alla pubblicazione del documento che liberalizza l’uso della messa antica; la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, coincisa con la diffusione dell’intervista negazionista di uno di loro; la crisi diplomatica per le dichiarazioni sul preservativo durante il viaggio in Africa; il dilagare dello scandalo degli abusi sui minori.
 
C’è una strategia orchestrata dietro questo attacco?
 
Due autorevoli vaticanisti svolgono un’inchiesta a tutto campo, che documenta tutto ciò che è avvenuto, facendo parlare i protagonisti e gli osservatori più qualificati, raccogliendo carte e testimonianze inedite.

 
 Attacco a Ratzinger, di Paolo Rodari e Andrea Tornielli, edizioni Piemme.

Fini non condivisi.

In cultura, cultura di destra, politica on novembre 16, 2010 at 6:41 pm

Ci siamo risolti a scrivere il nostro parere sul Fli perché ce lo chiedono in molti.

Finora avevamo scelto di non parlare di Fini. Un po’ perché ne parlan tutti; un po’ perché noi ne abbiamo parlato già, in tempi non sospetti, quando il suo nome era abbinato ad elogi e le nostre critiche suonavano stonate; e un po’ perché non ci sembrava elegante sottolineare che avevamo ragione.

Ora però, che ha messo in piedi il suo partito, il silenzio potrebbe essere equivocato.

Quindi ne parliamo. E lo facciamo senza pregiudizi, rispettando la scelta di chi si è messo con lui, anche se non la condividiamo.

I fini di Fini infatti non sono condivisibili.

Quello di far fuori Berlusconi è un errore. E anche qualcosa di più. Senza tirare in ballo la riconoscenza, che in politica non ha cittadinanza, Berlusconi è il meglio che c’è sulla piazza, è portatore di istanze della destra, nasce e sviluppa la sua azione fuori dagli schemi dei poteri forti ed è mosso da amore per il suo paese, non avendo né lui, né i suoi famigliari per le prossime sette generazioni, bisogno di guadagnare alcunché dalla politica.

Quindi cercare di abbatterlo è un danno sia per l’Italia, sia per la destra.

Poi non è chiaro il progetto di Fini, ammesso che l’abbia. L’uomo è solito navigare a vista, e progetti politici non sembrano alla sua portata, anche perché cambia spesso idea. Che cosa vuol fare? Dai suoi lunghi discorsi in politichese si evince tutto ed il suo contrario. C’è una mancanza di chiarezza che lo rende poco credibile. Anche la sua collocazione è ambigua. Da un lato sostiene che le categorie “destra” e “sinistra” sono superate, dall’altro fa l’occhiolino a tanti ex camerati prospettando loro di ritrovarsi in un nuovo contenitore. Da un lato dice di rimanere nel centrodestra e dall’altro flirta con i centristi. Allora, quando le parole sono contraddittorie, per capire bisogna guardare i fatti. E quali sono i fatti?

Nel 2008, dopo essere entrato controvoglia nel “partito unico” per mascherare il fallimento suo e di An, che se si fosse presentata alle elezioni avrebbe subito un crollo, Fini ha cominciato a lavorare alla distruzione del Pdl: distinguo, critiche, attacchi fino ad organizzare una scissione, creare un altro partito e far cadere il governo, tradendo il mandato elettorale.

Quello che invece si appresta a fare si sta delineando proprio in queste ore: una coalizione di centro con Casini e Rutelli. Sarebbe il centro l’approdo di Fini.

Sempre che non cambi idea un’altra volta.

Tutto il resto, compresi gli “intellettuali” che ha raccolto attorno a sé per tentare di nobilitare le sue scelte, è fumo.

 

Noi invece siamo di destra.

 

Paolo Danieli

http://www.iniziativaveneto.com/

Ritorno all’occidente. Bloc notes di un conservatore

In cultura, cultura di destra, libri, politica on settembre 13, 2010 at 9:40 am

 

Il bellissimo libro di Alfredo Mantovano è del 2004, edizioni Spirali, e difficilmente lo troverete nelle librerie per la massa conformista ed omologata di sinistra come Feltrinelli o Mondadori

 

Alfredo Mantovano è ad oggi uno dei conservatori più ammirati del panorama politico italiano.

 

In tempi in cui di liberaldemocratici ne trovi quanti ne vuoi, e così pure di riformisti, ecco finalmente un conservatore che si autodefinisce tale e si vanta di esserlo.

 

Che tipo di conservatore è Mantovano? È uno statalista, ma il suo Stato non deve essere né accentratore né prevaricatore; semmai autorevole e forte.

 

Le sue certezze sono la fede e il diritto naturale. Naturalmente è antiabortista e antiscientista.

 

La sua terra è l’Occidente. Allora come ora. Bellissime, ad esempio, le pagine finali sui cristiani eroi di Otranto, quelli che si opposero fine alla morte all’avanzata dei musulmani diretti a Roma.

 

«Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente, a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi… Prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato». Per ricostruire una politica, insomma, c’è bisogno di mobilitare le grandi idee, i grandi valori. E ciò che, secondo Mantovano, hanno fatto Bush negli Stati Uniti e Berlusconi in Italia.

La critica al relativismo culturale è forte, potente. Pervade tutto il libro.

 

Altra critica feroce è allo scientismo, all’idea di un progresso che non può conoscere ostacoli.

 

Altro punto ricorrente, nel libro, è quello relativo alle radici cristiane dell’Europa. Mantovano si rammarica perché nella CostituzIone europea quel richiamo non c’è. Le sue argomentazioni sono molto forti.

 

Che un uomo di governo come Mantovano trovi il tempo di riflettere così profondamente e non solo di agire è una garanzia per tutti, anche per chi milita nello schieramento avverso.

Cattivi maestri. Inchiesta sui nemici della verità.

In cultura, cultura di destra, libri, politica on giugno 12, 2010 at 9:46 am

Sbrigatevi a comprare questo bellissimo libro non allineato al regime del pensiero unico; presto scomparirà dagli scaffali delle cosiddette “librerie”.

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Durante la lettura vi sganascerete dalle risate: i due autori ridicolizzano la cosidetta cultura di sinistra, progressista, laicista, buonista, relativista e ne denunciano i rischi.

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Gnocchi&Palmaro, già autori di coraggiose inchieste sui guasti prodotti dal laicismo, questa volta sono alle prese con un’indagine veramente spinosa: un caso di omicidio.

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E la vittima è niente meno che l’uomo moderno.

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Pagina dopo pagina, si scopre che il delitto è stato commesso da un’intera banda.

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Anzi, da un vero e proprio corpo docente composto da tutti quei “cattivi maestri” che, pontificando impunemente da cattedre universitarie, giornali, tv, scranni parlamentari e pulpiti, diffondono una cultura che avvelena le anime.

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L’indagine, che miscela in maniera avvincente il racconto giallo e il saggio, ci porta in luoghi popolati da femministe impenitenti e filosofi postmoderni, da sessantottini riciclati e apostoli della laicità, da teologi demolitori ed ecumenisti dialoganti, da ambientalisti illuminati e profeti della nuova Pentecoste.

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Il tutto con la solita graffiante ironia che contraddistingue l’opera che questi due apologeti svolgono in difesa della cultura e della civiltà. Cioè dell’uomo.

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Cattivi Maestri. Di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro,  editore PIEMME.

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Nazismo e Comunismo, di Alain de Benoist, un testo fondamentale.

In cultura di destra, politica on febbraio 23, 2010 at 2:52 pm

 

 

Fondamentale. Nessun altro aggettivo è più adatto per questo saggio di Alain De Benoist, intellettuale di destra francese.

Questo libro non deve mancare nella vostra biblioteca “non di sinistra”.

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De Benoist mette a confronto i due grandi totalitarismi del Novecento e spiega perché il comunismo, nonostante esibisca un bilancio sicuramente più tragico del nazismo, goda ancora di adepti e usufruisca di tanti silenzi ed imbarazzati distinguo.

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De Benoist parla anche dell’uso ricattatorio della “memoria” da parte del Comunismo: il passato che non deve passare.

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E ci dimostra che non esiste un altro comunismo all’infuori di quello che abbiamo storicamente conosciuto come un  sistema intrinsecamente criminale, spiegandoci al contempo perché le democrazie occidentali sono incapaci di condannare il comunismo e perché sono tuttora vulnerabili di fronte ad un ritorno del comunismo “totalitario”.

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Il libro è edito da “Controccorrente”, un editore non allineato al pensiero unico dominante, quindi difficilmente troverete questo saggio nelle librerie per la massa, Feltrinelli, Mondadori e simili.

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Qui potete leggere una interessante recensione:

http://www.tilsafe.com/libit/003-LND-LECC/Nazismo+e+comunismo.html

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Verdi Rossi Neri. La convergenza degli estremismi antioccidentali: islamismo, comunismo, neonazismo.

In cultura, cultura di destra, libri, politica on gennaio 15, 2010 at 10:48 am

Come ben sottolinea il politologo e giornalista francese Alexandre Del Valle in questo saggio, ciò che si registra oggi è una pericolosa formazione a livello mondiale di una sorta di fronte anti-occidentale «verde-rosso-nero», in cui si incontrano le sinistre terzomondiste ed antisioniste, gruppi di estrema destra antisemiti ed i sostenitori dell’applicazione universale della shari’a islamica.

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L’elemento curioso è che le differenze che esistono tra loro (ateismo nichilista dei neocomunisti, lotta e diseguaglianza razziale dei neonazisti pagani, fondamentalismo totalizzante teocratico antiebraico ed anticristiano dei musulmani radicali) sono disposte a passare in secondo piano quando si tratta di cercare di abbattere il nemico comune: gli Stati Uniti ed ancor di più l’Europa, la civiltà liberale, umanista, democratica e cristiana.

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Nella seconda guerra mondiale l’Occidente era messo in crisi dalle ambizioni espansionistiche del nazismo pan-germanico di Adolf Hilter; nella seconda metà del Novecento era stato il «socialismo reale» sovietico ad aver martoriato le stesse popolazioni che dominava, privandole di libertà, democrazia e benessere, e dunque a costituire una minaccia immensa per l’altra parte del «mondo libero»; adesso è la volta del movimento religioso-politico totalitario e rivoluzionario islamista-comunista-nazista a pretendere di liberare il mondo dagli occidentali corrotti, «giudei e crociati».

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.http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php/200912042263/cultura-politica/la-convergenza-degli-estremismi-antioccidentali-islamismo-comunismo-neonazismo.html

 

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Un libro scritto da Alexandre  Del Valle, Edizioni Lindau.

  

Europa Cristiana Libera di Magdi Allam

In cultura, cultura di destra, libri, politica on dicembre 11, 2009 at 12:00 pm

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Impressionante. Impressionante leggere di come alcuni articoli di Magdi Allam, allora vicedirettore, vennero censurati dal Corriere.

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Impressionante leggere come, dopo la sua conversione al cristianesimo, dall’interno della redazione si alzarono critiche e contestazioni, anche per la paura di minacce terroristiche.

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Scrive Magdi Cristiano Allam: “Constato amaramente che in Italia solo se sei un giornalista, uno scrittore o anche un sacerdote di una certa area politica puoi contare sulla solidarietà dell’Ordine dei giornalisti, dell’insieme della stampa e delle televisioni, dell’establishment culturale e intellettuale. L’importante è che tu sia di sinistra o considerato tale.”

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 A meno di un anno di distanza dalla conversione, Magdi Cristiano Allam ha compiuto la seconda scelta radicale della sua vita. Ha deciso di porre fine, dopo trentacinque anni, a una brillante carriera giornalistica per scendere direttamente nell’agone politico e, non riconoscendosi appieno negli attuali schieramenti, fondare un nuovo partito, i Protagonisti Per l’Europa Cristiana.

“Europa Cristiana Libera” è, quindi, l’esortazione con cui Allam chiama a raccolta per difendere i principi che sostanziano la nostra civiltà (Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole), contro i pericoli che la insidiano dall’interno.

Fra questi, il nichilismo, cioè la negazione di ogni valore; il materialismo e il consumismo, che hanno portato alla “cosificazione” della persona e della vita stessa; il relativismo, che pone sullo stesso piano di verità tutte le confessioni e tutte le ideologie; il laicismo, che rifiuta la presenza della religione e della spiritualità nell’ambito della sfera pubblica. Ma anche il buonismo, che immagina il rapporto con l’altro solo in termini di arrendevolezza e acquiescenza, e il multiculturalismo, ovvero l’illusione che si possa gestire una comunità di persone appartenenti a culture, fedi ed etnie diverse senza un collante identitario.

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Europa Cristiana Libera, edizioni Mondadori,  168 pagine, 18 euro.

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Il fallimento dei laici furiosi. Come stanno perdendo la scommessa contro Dio.

In cultura di destra on novembre 17, 2009 at 1:11 pm

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Dio è morto? Sembra proprio di no.

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Gli appartenenti a una delle quattro maggiori confessioni sono passati dal 67 per cento della popolazione mondiale del 1900 al 73 per cento del 2005 e si ritiene possano diventare l’80 per cento nel 2050.

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È solo uno degli aspetti di quel ritorno del sacro che è stato definito come post-secolarismo, e che risponde alla crescente confusione e solitudine dell’individuo nella vita contemporanea: non è un caso che negli Stati Uniti Obama abbia vinto le elezioni riaffermando in senso progressista la propria fede.

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Libro con interessanti spunti, ma da leggere con le dovute cautele, poichè è scritto da Giancarlo Bosetti, già vicedirettore dell’Unità e il cui scopo è attrarre all’ideologia di sinistra i cristiani.

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Il fallimento dei laici furiosi. Come stanno perdendo la scommessa contro Dio, di Giancarlo Bosetti.

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Edizioni Rizzoli,  13 euro.

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