ainet

Archive for novembre 2010|Monthly archive page

Fini non condivisi.

In cultura, cultura di destra, politica on novembre 16, 2010 at 6:41 pm

Ci siamo risolti a scrivere il nostro parere sul Fli perché ce lo chiedono in molti.

Finora avevamo scelto di non parlare di Fini. Un po’ perché ne parlan tutti; un po’ perché noi ne abbiamo parlato già, in tempi non sospetti, quando il suo nome era abbinato ad elogi e le nostre critiche suonavano stonate; e un po’ perché non ci sembrava elegante sottolineare che avevamo ragione.

Ora però, che ha messo in piedi il suo partito, il silenzio potrebbe essere equivocato.

Quindi ne parliamo. E lo facciamo senza pregiudizi, rispettando la scelta di chi si è messo con lui, anche se non la condividiamo.

I fini di Fini infatti non sono condivisibili.

Quello di far fuori Berlusconi è un errore. E anche qualcosa di più. Senza tirare in ballo la riconoscenza, che in politica non ha cittadinanza, Berlusconi è il meglio che c’è sulla piazza, è portatore di istanze della destra, nasce e sviluppa la sua azione fuori dagli schemi dei poteri forti ed è mosso da amore per il suo paese, non avendo né lui, né i suoi famigliari per le prossime sette generazioni, bisogno di guadagnare alcunché dalla politica.

Quindi cercare di abbatterlo è un danno sia per l’Italia, sia per la destra.

Poi non è chiaro il progetto di Fini, ammesso che l’abbia. L’uomo è solito navigare a vista, e progetti politici non sembrano alla sua portata, anche perché cambia spesso idea. Che cosa vuol fare? Dai suoi lunghi discorsi in politichese si evince tutto ed il suo contrario. C’è una mancanza di chiarezza che lo rende poco credibile. Anche la sua collocazione è ambigua. Da un lato sostiene che le categorie “destra” e “sinistra” sono superate, dall’altro fa l’occhiolino a tanti ex camerati prospettando loro di ritrovarsi in un nuovo contenitore. Da un lato dice di rimanere nel centrodestra e dall’altro flirta con i centristi. Allora, quando le parole sono contraddittorie, per capire bisogna guardare i fatti. E quali sono i fatti?

Nel 2008, dopo essere entrato controvoglia nel “partito unico” per mascherare il fallimento suo e di An, che se si fosse presentata alle elezioni avrebbe subito un crollo, Fini ha cominciato a lavorare alla distruzione del Pdl: distinguo, critiche, attacchi fino ad organizzare una scissione, creare un altro partito e far cadere il governo, tradendo il mandato elettorale.

Quello che invece si appresta a fare si sta delineando proprio in queste ore: una coalizione di centro con Casini e Rutelli. Sarebbe il centro l’approdo di Fini.

Sempre che non cambi idea un’altra volta.

Tutto il resto, compresi gli “intellettuali” che ha raccolto attorno a sé per tentare di nobilitare le sue scelte, è fumo.

 

Noi invece siamo di destra.

 

Paolo Danieli

http://www.iniziativaveneto.com/

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: